25 Lug

Arte nei dintorni di Viale Libia

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La ‘Sedia del Diavolo’

La cosiddetta “Sedia del Diavolo” è in realtà un monumento funebre (probabilmente di Elio Callistio, liberto dell’imperatore Adriano).

Sedia del DiavoloSi trova in piazza Elio Callistio nel cuore del quartiere Africano a Roma, su una collinetta a poca distanza da quello che era il tracciato della Via Nomentana Antica.

Il sepolcro, datato alla metà del II secolo d.C., è del tipo “a tempio” e si sviluppa su due piani.

La camera inferiore semisotterranea, presenta su ogni parete due arcosoli, al disopra dei quali sono cinque nicchie rettangolari e ad arco, sormontate da piccole finestre.

Non meno interessante la camera superiore: sulla parete di fondo si apre un’ampia nicchia, inquadrata da una edicola sorretta da due colonnine , il timpano è curvo e la calotta di stucco a forma di conchiglia. Nelle pareti laterali le nicchie sono rettangolari, sormontate da un timpano con il davanzale sorretto da mensole.

La copertura dell’ambiente consiste in una calotta impostata su pennacchi angolari. La facciata del sepolcro è interamente crollata mentre si conservano tre dei lati; originale il fregio dove mattoni di vario colore, disposti di piatto e per coltello, ottengono l’effetto di una struttura lapidea isodoma.

A tutt’oggi l’attribuzione del sepolcro ad un certo Aelius Callistion, liberto di Adriano, appare controversa.

Il monumento è visibile dall’esterno, ma non è visitabile. Ulteriori informazioni su Wikipedia o sul sito della Sopraintendeza.

Mausoleo di Santa Costanza

Il Mausoleo di Santa Costanza fu fatto costruire tra il 340 e il 345, come proprio mausoleo, da Costantina, figlia di Costantino I vicino alla sepoltura di sant’Agnese a cui Costantina era devota.

Santa Costanza in una rappresentazione del 1820Nel Mausoleo  furono sepolte sia Costantina sia la sorella Elena. L’edificio viene oggi detto “di Santa Costanza” per un errore sorto nel corso dei secoli, quando Costantina fu erroneamente scambiata per una santa.

L’edificio mescola motivi dell’architettura paleocristiana e dell’architettura romana tardo antica. Il mausoleo ha una pianta centrale ed è coperto da una cupola ed illuminato da dodici finestre. La cupola poggia su 12 coppie di colonne  disposte ad anello.

Tale struttura crea spazi fortemente caratterizzati dal contrasto tra luce e penombra

Quando il mausoleo fu trasformato in battistero, all’esterno fu realizzato un nartece, costituito da un piccolo atrio con absidi sui due lati, che precede la chiesa vera e propria. All’interno si notano ancora i basamenti di un fonte battesimale.

Santa Costanza - internoLa cupola dell’edificio era, in origine, ricoperta di mosaici, distrutti intorno al 1620 in quanto in pessimo stato.

Esistono ancora, invece, i mosaici originari del IV secolo, nella volta anulare che copre il deambulatorio: presentano motivi geometrici e naturalistici (pavoni, colombe, rami con frutti)  e scene di vendemmia.

Nelle nicchie, inoltre, sono ben conservati due mosaici con la consegna delle leggi e delle chiavi a San Pietro, tra i primi nel loro genere.

Ulteriori informazioni su Wikipedia e sul sito Nuok.it.

Basilica e Catacombe di Sant’Agnese

L’attuale basilica di Sant’Agnese fuori le mura fu fatta costruire da papa Onorio I nella prima metà del VII secolo sopra la precedente  basilica costantiniana (IV secolo).

Sant'Agnese - InternoPapa Onorio edificò la nuova basilica direttamente sopra la tomba di Sant’Agnese Martire, in forma di basilica semi-ipogea: l’accesso introduceva direttamente sul matroneo e da qui si scendeva in basilica, il cui pavimento era al livello della tomba della martire Agnese.

La basilica fu poi arricchita dai papi successivi, subì gravi saccheggi e distruzioni (nel 723 e nel 1241) cui seguirono i restauri da parte dei papi. Nel 1479, il cardinale Giuliano della Rovere, divenuto poi papa col nome di Giulio II, fece costruire il campanile.

L’interno della basilica è a tre navate con tre cappelle per lato, sormontate da un matroneo. Le arcate delle navate laterali e del matroneo sono sostenute da colonne di spoglio per lo più di epoca romana, con raffinati capitelli corinzi. Il soffitto è a cassettoni, di legno intagliato e dorato, realizzato nel 1606 e restaurato nel 1855.

L’altare maggiore, risalente all’epoca di papa Paolo V (1620 circa), è realizzato con intarsi di pietre e marmi preziosi: esso custodisce la teca argentea con le reliquie delle sante Agnese ed Emerenziana. È sormontato da un ciborio, della stessa epoca, e dalla statua di sant’Agnese, realizzata da Nicolas Cordier nel 1605 aggiungendo alcune parti di bronzo ad un torso di statua d’alabastro d’epoca romana.

L’abside è rivestita di marmo cipollino, suddivisa da paraste verticali di porfido rosso (VII secolo). Nel catino absidale vi è l’opera più preziosa e più antica dell’intera basilica: un mosaico raffigurante Sant’Agnese e i papi Simmaco ed Onorio risalente al 625-638, che presenta le tre figure isolate, altamente simboliche e immateriali, circondate da un abbagliante fondo oro, tipico esempio della influenza bizantina nell’ambiente romano dell’epoca.

Le Catacombe

Catacombe di Sant'agneseIl nome della catacomba deriva da quello della vergine e martire sant’Agnese, l’unica martire ricordata dai documenti antichi sepolta in questa catacomba. Incerta è la data del suo martirio, che risale ad una delle persecuzioni contro i cristiani del III secolo, in particolare quelle ordinate da Decio (249-251), Valeriano (257-260) o Diocleziano (303-305).

La catacomba di sant’Agnese si dipana su tre distinti livelli ed è suddivisa in quattro ‘regioni’ ; sebbene non presenti pitture di rilievo, è però ricca in testimonianze epigrafiche.

La regione I è la più antica, databile al III secolo, in epoca precostantiniana.
La regio II si è sviluppata a partire dal IV secolo.
La regio III, anch’essa del IV secolo, è la più vasta dell’intero complesso cimiteriale ipogeo. Essa si estende in larga misura sotto il monastero, annesso alla basilica di sant’Agnese, e la via Nomentana, ed era collegata in passato, tramite un arenario, al vicino Coemeterium maius.

La regio IV sorse dopo che l’imperatore Costantino edificò la sua basilica distruggendo la necropoli pagana del sopraterra.

Ulteriori informazioni sul sito del Complesso Monumentale o su Wikipedia.